La Traviata, Verdi

2018-01-09 Opéra Musique

Libretto: Livret Francesco Maria Piave

Personaggi: Violetta Valery, soprano
Flora Bervoix, mezzo-soprano
Annina, soprano
Alfredo Germont, tenore
Giorgio Germont, suo padre, baritono
Gastone, Visconte de Letorières, tenore
Barone Douphol, baritono
Marchese d’Obigny, basso
Dottor Grenvil, basso
Giuseppe, servo di Violetta, tenore
Domestico di Flora, basso
Commissionario, basso

Atto primo

Dell’invito trascorsa è già l’ora… voi tardaste.
Giocammo da Flora, e giocando quell’ore volâr.

[Violetta : Lo voglio ; al piacere m’affido, ed io soglio con tal farmaco i mali sopir.]
Sì, la vita s’addoppia al gioir. (×2)

[Violetta : Miei cari, sedete ; è al convito che s’apre ogni cor.]
Ben diceste… le cure segrete fuga sempre l’amico licor. [tutti orchestre]
È al convito che s’apre ogni cor.

[Violetta : Sarò l’Ebe che versa… Alfredo : E ch’io bramo immortal come quella]
Beviamo, beviamo, beviam.
[Gastone : O Barone, nè un verso, nè un viva troverete in quest’ora giuliva?… Dunque a te…]
Sì, sì, un brindisi.

[… Mar : Dunque attendi…]
Sì, attendi al cantor! […]

Ah!… libiam, amor fra’ calici più caldi baci avrà.
[…] Ah!… godiamo… la tazza, la tazza e il cantico
la notte abbella e il riso,
in questo, in questo paradiso
ne scopra il nuovo dì. […]
Ah sì godiamo (×3)
la tazza e il cantico
la notte abbella e il riso,
godiamo (×3)
in questo paradiso ne scopra,
ne scopra il nuovo dì. (×n)
Che è ciò?
[Violetta : Non gradireste ora le danze?]
Oh il gentil pensier!… Tutti accettiamo.
[Violetta : Usciamo dunque… Ohi-mè!…]
Che avete?
[Violetta : Nulla, nulla.]
Che mai v’arresta?
[Violetta : Usciamo… Oh Dio!…]
Ancora!
[Violetta : Or là passate… fra poco anch’io sarò.]
Come bramate. […]
Si ridesta in ciel l’aurora,
e n’è forza di partire;
mercè a voi, gentil signora,
di sì splendido gioir. (×2)
La città di feste è piena,
volge il tempo dei piacer;
Nel riposo ancor la lena (×2)
si ritempri per goder,
Ah! si ritempri, si ritempri per goder (×n)

Atto secondo

p. 148, après le chœur des zingarelle :

Di Madride noi siam mattadori,
siamo i prodi del circo dei tori,
testè giuni a godere del chiasso
che a Parigi si fa pel Bue grasso;
e una storia, se udire vorrete,
quali amanti noi siamo, saprete.
[Chœur dames : Sì, sì, bravi; narrate, con piacere l’udremo.]
Ascoltate.
È Piquillo un bel gagliardo
biscaglino matador;
forte il braccio, fiero il guardo,
delle giostre egli è signor.
D’andalusa giovinetta
follemente innamorò;
ma la bella ritrosetta
così al giovane parlò:
Cinque tori in un sol giorno
vo’ vederti ad atterrar;
e, se vinci, al tuo ritorno
mano e cor ti vo’ donar.
Sì, gli disse, e il mattadore
alle giostre mosse il piè:
{cinque tori, vincitore,
sull’arena egli stendè,} (×2)
[Chœur dames : Bravo, bravo il mattadore,
ben gagliardo si mostrò,
se alla giovane l’amore
in tal guisa egli provò!]

Poi tra plausi, ritornato
alla bella del suo cor,
colse il premio desiato
tra le braccia dell’amor.
[Chœur dames : Con tai prove i mattadori
san le belle conquistar.]

Ma qui son più miti i cori;
a noi basta folleggiar.
{Sì, allegri, or pria tentiamo
della sorte il vario umor:
la palestra dischiudiamo
agli audaci giuocator,} (×n)

Alfredo! Voi!
[Afredo : Sì, amici… Flora : Violetta? Alfredo : Non ne so.]
Ben disinvolto!… bravo! Or via, giuocar si può.
[… Alfredo : Sfortuna nell’amore fortuna reca al giuoco…]
È sempre vincitore!
[… Ils jouent aux cartes. « Un asso… un fante… hai vinto! Il doppio! Il doppio sia. Un quattro… Un sette…]
Ancora!…
[Alfredo : Pur la vittoria è mia!]
Bravo davver! la sorte è tutta per Alfredo!…
[… Un servo : La cena è pronta. Flora : Andiamo.]
Andiamo. [Andiamo.] Andiam.
[… Alfredo : Or tutti a me.]
Ne appellaste? che volete?…
[Questa donna conoscete?]
Chi? Violetta?
[Che facesse non aspete?]
No.

[… Alfredo : or testimon vi chiamo
che qui, che qui pagata io (l’ho).]

Oh, infamia orribile
tu commettesti!
un cor sensibile
così uccidesti!
{Di donne ignobile
insultatore,
di qua allontanati,
ne desti orror!
Va, va, va, va, va, va, ne desti orror!} (×n)

[… Alfredo : Or che lo sdegno ho disfogato, me sciagurato! rimorso (n’ho!)]
Oh… quanto peni! ma pure fa cor…
qui… soffre ognuno del tuo dolor;
fra cari amici qui sei soltanto,
rasciuga il pianto che t’inondò.
[… Violetta : tu non conosci che fino a prezzo del tuo disprezzo provato io (l’ho).]
Quanto peni! fa cor! (×n)
{rasciuga il pianto che t’inondò.
Ah ! sì, fra cari amici sei,} (×n)

Atto terzo (Baccanale, p. 218)

[Sc. 1, Violetta : Ah! tutto… tutto finì, or tutto, tutto finì.]
Largo al quadrupe sir della festa,
di fiori e pampini cinta la testa…
largo al più docile d’ogni cornuto,
di corni e pifferi abbia il saluto.
Parigini date passo
{al trionfo del Bue grasso,} (×2)
L’Asia, nè l’Africa vide il più bello,
vanto ed orgoglio d’ogni macello…
Allegre maschere, pazzi garzoni,
tutti plauditelo con canti e suoni.
Parigini, date passo
{al trionfo del Bue grasso.} (×2)
{Largo al quadrupede sir della festa,
di fiori e pampini cinta la testa.} (×2)